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Io Soccorro: l’app che salva dall’infarto avvertendo i rianimatori

Non più una telefonata come nei vecchi spot, ma un’app allunga la vita. Si tratta di Io Soccorro, ideata dal giornalista Stefano Mazzei di Portoferraio, sull’isola d’Elba. A casa, in ufficio, per strada: 4 infarti su 5 accadono in queste situazioni, spesso in presenza di altri individui. Intervenire in tempo è fondamentale per salvare vite umane.

iosoccorro appCon interventi tempestivi sarebbe possibile salvare, infatti, almeno una persona su quattro colpite da infarto: secondo le stime degli esperti, 18mila individui l’anno.

Mazzei ha fondato nel 2012 la Salvamento Academy per diffondere la cultura del primo soccorso e riunire oltre mille istruttori BLSD (basic life support – defibrillation). Nel nostro Paese, spiega il sito ufficiale iosoccorro.it, quando avviene fuori da un ospedale attrezzato, l’arresto cardiaco causa circa due terzi delle morti per problemi cardiovascolari.

Come funziona Io Soccorro? L’app gratuita sarà disponibile inizialmente per iOS e Android e permetterà a chi ha indicato di essere addestrato nella rianimazione cardiopolmonare (RCP) di ricevere una notifica in tempo reale in caso di necessità di un intervento urgente nelle proprie vicinanze.

L’applicazione sarà collegata e gestita dalla locale centrale operativa d’emergenza, che invierà al tablet o smartphone del soccorritore più vicino la posizione esatta dell’emergenza e del più vicino Defibrillatore semiAutomatico Esterno (AED). Un intervento specializzato è in grado di cambiare completamente le probabilità di sopravvivenza da infarto: dall’1-5% fino al 65%.

Il prototipo della app è stato presentato il 30 ottobre 2014 al ministero della Salute. Nel 2012 aveva vinto il concorso “Idee innovative per il Paese” indetto da Italia Camp. Un sistema simile è stato sviluppato in Svizzera nel 2007, ma prevede l’invio di SMS a prescindere dalla posizione geografica dei potenziali soccorritori.

Secondo i dati dell’Istituto Superiore della Sanità, aggiornati al 2010, ogni anno si verificano circa 73mila decessi per arresto cardiaco improvviso, oltre 200 al giorno, poco più di un morto ogni sette minuti. Non solo drammi privati, ma anche un grandissimo costo sociale: 3.500 euro al giorno per ogni persona ricoverata in terapia intensiva.

Andrea Paternostro

Giornalista professionista e direttore del quotidiano online Milano Weekend. Appassionato di economia, tecnologia, gastronomia e turismo, dal 2004 ha collaborato con 18 testate, tra cui Il Sole 24 Ore, Pc Magazine, Meeting&Congressi e Turismo d'Affari. Già copywriter e social media manager per blog, web agency e studi professionali, è stato research analyst per l'Università Bocconi e il Centro di ricerca BTO nel campo dell'organizzazione aziendale e dei sistemi informativi. Dopo la laurea a pieni voti in Giornalismo ha conseguito il master in Management dei sistemi informativi dell'Università Bocconi di Milano e il master in Analisi delle fonti documentarie e giornalismo investigativo dell'AGI.

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